NOTE D'AGGIORNAMENTO SU MATERIALI E TECNICHE
SIA - SCUOLA INTERREGIONALE D'ALPINISMO
CSATER - COMISSIONE
SCUOLE D'ALPINISMO TOSCO EMILIANA ROMAGNOLA
Le seguenti note riguardano:
1. Alcune
precisazioni sull’uso della piastrina Gi-Gi
2. Sistema
di sblocco della corda dalla piastrina Gi-Gi per consentire la calata di due
secondi
3. Uso
della piastrina come discensore
4. Collegamento
di 4 o piu` chiodi con la corda di cordata o spezzoni
5. Manovra
di autosoccorso di cordata: sistema di calata in contrappeso al compagno
(calata a bilancino)
Alcune di queste note d'aggiornamento, a cura dalla SIA, sono nate in seguito alle discussioni ed esperienze fatte durante XV corso di formazione IA TER, fase roccia, presso il rifugio Gardeccia e durante un successivo aggiornamento interno a Monsummano.
1. ALCUNE
PRECISAZIONI SULL’USO DELLA PIASTRINA GI-GI
La piastrina Gi-Gi si
è ormai diffusa nelle scuole d'alpinismo poiché permette il recupero di due
secondi con una relativa semplicita` ed autonomia. L’esperienza ha evidenziato
alcune norme generali per un suo efficace utilizzo:
a) L’attrezzo
blocca la corda e quindi in presenza di traversi (fattore di caduta 1) il volo
avviene di fatto su corda bloccata. In questi casi e` opportuno usare il mezzo
barcaiolo, non la piastrina.
b) La
piastrina deve essere usata dalla parte della costola perché così permette di
recuperare un secondo anche quando l’altro secondo si appende (ciò non è
possibile usandola dalla parte piana).
c) Se
uno dei due secondi è particolarmente leggero rispetto all’altro secondo
(differenze di peso intorno ai 15 Kg sono significative con corde sottili), è
doveroso fare un autobloccante, sulla corda del più leggero, a monte della
piastrina e collegarlo alla propria imbracatura (figura 1).
Figura
1
PERICOLO !
E` BENE TENERE SEMPRE IN MANO LE DUE CORDE CHE ESCONO DALLA
PIASTRINA !
A tutti gli effetti,
per avere completa sicurezza la piastrina Gi-Gi deve essere considerata nel
recupero alla stessa stregua di un nodo mezzo barcaiolo. Si e` infatti
osservato in alcuni casi (in particolare con corde nuove e/o differenza di peso
degli alpinisti), che le corde in caso di volo possono scorrere e non bloccarsi
come ci si aspetterebbe.
PERICOLO!
RECUPERANDO UN SECONDO CON UNA SOLA CORDA PUO’ ACCADERE CHE
IL MOSCHETTONE RUOTI ACCIDENTALMENTE (dando corda per esempio) TRASFORMANDO
L’ATTREZZO IN UN DISCENSORE !
In questo caso,
collegare il moschettone di recupero con un altro moschettone nel foro
superiore, ed utilizzare un'auto bloccante a monte della piastrina.
2.
SISTEMA
DI SBLOCCO DELLA CORDA DALLA PIASTRINA GI-GI PER CONSENTIRE LA CALATA DI DUE
SECONDI.
1) Predisporre
due autobloccanti sfalsati a valle della piastrina e collegarli alla sosta
mediante un cordino aperto con mezzo barcaiolo, arsola di bloccaggio e
contro-asola (figura 2).
2) Con
il sistema di rotazione del moschettone (figura 5), meglio se a sezione
rettangolare, allentare il carico sulle corde e caricare i due autobloccanti a
valle della piastrina.
3) Fare
due asoline autoscioglienti (figure 3 e 4), a monte della piastrina, su ognuna
delle due corde.
4) Togliere
le corde dalla piastrina e formare due mezzi barcaioli su due moschettoni a
ghiera sfalsati.
5) Calare
prima l’uno e poi l’altro dei due secondi con l’aiuto del nodo mezzo barcaiolo
e l’ausilio dell’autobloccante.
3 USO DELLA PIASTRINA COME DISCENSORE.
a) L’uso
consigliato dal costruttore con corde sottili prevede l’utilizzo, dalla parte
della costola, di due moschettoni.
b)
Per
aumentare ulteriormente il potere frenante, si puo` ripassare sulle corde a
monte un moschettone nella stessa maniera di un freno moschettone (figura 6).
Figura
6
4 COLLEGAMENTO DI 4
O PIU’ CHIODI CON LA CORDA DI CORDATA O SPEZZONI.
Il sistema è direzionale (cioe` può essere predisposto per lavorare in una determinata direzione sollecitando tutti i punti di ancoraggio in modo il piu` possibile uguale) e trova il suo impiego principale nell'autosoccorso di cordata. Nel caso di utilizzo di spezzoni, questi devono essere uniti con nodo doppio inglese nei tratti scarichi (figura 7).
Figura
7
5. MANOVRA
D'AUTOSOCCORSO DI CORDATA.
SISTEMA DI
CALATA IN CONTRAPPESO AL COMPAGNO (CALATA A BILANCINO).
Questa manovra, d'autosoccorso di cordata, si deve eseguire quando il compagno non può salire autonomamente (stanchezza, ferite, incapacita` o altro) e non è possibile eseguire un paranco (per esempio per la presenza di rinvii). Con questa manovra si scende al massimo di una distanza pari a metà della corda di cordata (p.e. 25 metri) e si abbandona al minimo una sosta attrezzata. Per l’esecuzione, si deve:
1. bloccare la
corda con asola e contro-asola;
2. sulla corda in
tensione predisporre un autobloccante che si fissa alla sosta su moschettone
indipendente. L'autobloccante va fissato con cordino sciolto, utilizzando un
1/2 barcaiolo predisposto alla discesa e bloccato con asola e contro-asola;
3. comporre
un’asolina di sicurezza (fig. 3 e 4) sulla corda scarica;
4. sciogliere
l'asola della corda calarla lentamente fino a far entrare in tensione
l'autobloccante;
5. velocemente
sciogliere il 1/2 barcaiolo della corda; fissare la corda allo stesso
moschettone con asola e contro-asola;
6. sciogliere
l’asolina di sicurezza;
7. ci si prepara
lper la doppia. Sulla corda lasca si mette, quanto piu` vicino possibile alla
sosta, il proprio discensore. E` opportuno predisporre l’autobloccante per la
doppia sulla corda in tensione, non su quella lasca: questo perche` se durante
la nostra discesa il compagno si appende o si muove bruscamente (scaricando
quindi la corda in tensione), non si creano sollecitazioni sulla corda e in
particolare sul ramo sul quale ci caleremo. Nel caso limite il compagno
potrebbe anche slegarsi (con conseguenze disastrose per chi si cala). Volendo,
per aumentare la sicurezza (specialmente dopo avere raggiunto il compagno) si
puo` eseguire anche un secondo autobloccante sulla corda lasca.
8. si scioglie
l'asola della corda e si porta quanto piu` vicino possibile il discensore alla
sosta;
9. si scioglie
l'asola sul cordino dell'autobloccante e tramite il ½ barcaiolo si manda
lentamente in carico il compagno sul proprio discensore;
10. si recupera
tutto il materiale possibile (si deve abbandonare come minimo il moschettone
entro il quale passa la corda di cordata);
11. ci si cala in
doppia (notare: su una corda sola!) recuperando eventualmente i rinvii fino a
raggiungere il compagno. In questa fase il compagno e` bilanciato dal peso del
soccorritore;
12. si prende il
compagno in braccio: notare che l’autobloccante eseguito sulla corda in
tensione fa si` che il compagno rimanga vincolato a noi.
13. si continua la
doppia portando con se` il compagno. Ovviamente in questo modo la doppia e` al
massimo di 25 metri;
14. una volta
arrivati alla sosta successiva (ed eventualmente averla attrezzata) si assicura
il compagno con codino aperto (1/2 barcaiolo, asola e controasola), ci si
autoassicura, si recupera la corda doppia e si prosegue con una delle manovre
di autosoccorso (p.e. calata di ferito).